Conoscersi: Salutare


SALUTARE/SALUTARSI

 


SALUTI QUIZ!


 


Levarsi il cappello, o a volte anche solo accennare a farlo toccando la tesa, è un gesto convenzionale non verbale molto diffuso che accompagna il saluto .


BUONA GIORNATA, BUONA SERATA

Giornata e serata assumono un’importanza maggiore rispetto a giorno e sera; sembrano  più adatte per un augurio che non si riferisce solo al tempo, ma anche alle azioni: una serata divertente, oppure una giornata di lavoro utile e positiva, e forse  un po’ di avventura.  
Se poi il saluto è tra ragazzi o il tempo è quello delle vacanze, la formula è particolarmente efficace.


 


Dal vocabolario: 

Addio È una delle più antiche formule di congedo, che ha mutato il suo valore nel corso del tempo. Anticamente si usava in occasione di un breve distacco fra due persone in confidenza tra loro, un po' come gli attuali arrivederci e ciao; oggi, invece, contrassegna una separazione definitiva.

Arrivederci si usa quando ci si deve congedare da una persona o un gruppo di persone con le quali si ha confidenza e un rapporto alla pari. Per salutare qualcuno a cui si dà del lei o verso cui si voglia mostrare una particolare deferenza, è preferibile la formula arrivederla. Un piccolo paradosso: nonostante siano composti col verbo -vedere-, arrivederci e arrivederla si usano anche quando l'interlocutore non si vede affatto, per esempio al telefono o al citofono.

Buona notte è il saluto che si fa prima di andare a letto. Buongiorno, buonasera, buona notte sono talvolta abbreviate in 'giorno!, 'sera!, 'notte!, che si possono usare solo con persone con cui si è in grande confidenza, in situazioni informali.
Buongiorno e Buonasera si usano per salutare sia una persona sia un gruppo, sia se si dà del tu sia se si dà del lei. Sono i tipici saluti della prima e della seconda parte della giornata. Il momento in cui si passa dal buongiorno al buonasera cambia da regione a regione: per esempio, in Toscana ci si saluta con il buonasera già dal primo pomeriggio, in Sardegna dopo aver consumato il primo pasto, quale che sia l'ora.

Ciao, che oggi è il saluto più confidenziale di tutti, originariamente era una formula di gran deferenza: nel dialetto di Venezia, da dove si è diffuso in Italia e fuori (è una delle parole italiane più conosciute all'estero), sciao significava schiavo, cioè servo vostro. Si usa per salutare, all'inizio e alla fine di un incontro, una singola persona a cui si dà del tu; negli ultimi anni, però, la televisione ha diffuso il vezzo di usarlo come saluto di gruppo: - Ciao a tutti!


Testi tratti da 'Il Salvastile' di V. Della Valle e G. Patota

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